Licata-Palermo 2-0, gli highlights

Licata-Palermo 2-0, gli highlights

Sconfitta indolore ma non per questo meno fastidiosa.

Derby contro il Licata indigesto per la compagine di Rosario Pergolizzi. Gli uomini di Campanella si impongono con autorevolezza e pieno merito su un Palermo sconclusionato, evanescente e fin troppo superficiale. Padroni di casa tracimanti nella prima frazione, ritmo, intensità ed aggressività del Licata hanno irretito un Palermo abulico e un po’ disorientato rispetto alle novità di formazione proposte dal tecnico rosanero in sede di undici iniziale. La prodezza balistica di Daniello dopo una manciata di minuti, unitamente ad una parata decisiva di Pelagotti ed un altro paio di buone chance per il raddoppio gialloblu, legittimava una supremazia territoriale piuttosto marcata del Licata nei confronti della capolista. Un lampo dalla distanza di Ficarrotta dopo tre giri d’orologio, poi il nulla cosmico per l’intera prima frazione in casa rosanero. Buona la reazione del Palermo nella ripresa,  la formazione di Pergolizzi ha saputo cambiare marcia, ritmo e piglio, riuscendo a conferire fluidità, geometrie e incisività alla propria manovra. Niente di trascendentale in termini di coralità e qualità nell’archittetura delle trame, alcune folate assestate a sprazzi come picchi virtuosi di un forcing generoso ma non sempre lucido. Tuttavia, complice anche il calo vistoso del Licata, il Palermo ha creato nella ripresa premesse e occasioni nitide per rimettere la gara in sesto, un paio di traverse con Silipo, bolide dalla distanza. e Lancini, piattone al volo su uscita a vuoto di Ingrassia. Gli ingressi in successione di Lucca per Peretti, con annesso ricorso al 4-2-3-1 (Langella scalato quarto basso a destra, Doda dirottato sul binario mancino, Crivello centrale in tandem con Lancini), e Felici per un Silipo non brillantissimo. Due occasionissime per Floriano, su altrettanti assist invitanti di di Lucca, una per l’ex Torino assistito da Felici, con Maltese bravo ad immolarsi ad Ingrassia quasi battuto. Quindi l’ennesimo errore di una giornata non certo brillante sul piano collettivo e individuale: il buco di Lancini sul lancio lungo a pescare Convitto che beffava Pelagotti in lob e metteva in ghiaccio punteggio e vittoria per i padroni di casa. Sullo sfondo un nervosismo latente per l’incapacità di prendere in mano il pallino del gioco con profitto e continuità, la consapevolezza di non riuscire a far male ad un avversario mostratosi tosto, coeso e di buona caratura complessiva per gli standard della categoria. La frustrazione per una metrica arbitrale non sempre lineare ed uniforme che ha fatto salire al limite della soglia d’attenzione i toni agonistici della sfida. Alcune entrate fin troppo ruvide ed una gestione dei cartellini gialli talvolta discutibile, che può aver comprensibilmente generato qualche eccesso di foga e tensione tra gli uomini di Pergolizzi, ma non spiega una prestazione così supponente e modesta in termini di approccio mentale e contenuti tecnici proposti. Il tridente anomalo in versione light, con Floriano, Silipo e Ficarrotta, privo di un terminale boa di riferimento, ha fatto il solletico alla retroguardia di casa. Doda, reduce da un lungo stop ed al rientro da titolare contro un avversario probante, ha ragionevolmente faticato a trovare ritmo partita, intensità e giuste distanze, pagando dazio specie in sede di copertura.  L’ingresso di Lucca con annesso riassetto tattico, ha consentito alla squadra di alzare il baricentro, trovando nell’ex Torino un polo catalizzatore bravo a giocare di sponda per gli aculei del tridente, utile a conferire profondità. Tutta la manovra offensiva ha beneficiato della nuova disposizione, e l’ingresso di Felici ha conferito maggiore brio negli ultimi venti metri. Silipo ha confermato di possedere colpi e numeri di ben altra categoria, ma schierato in avvio ha faticato a trovare posizione, raggio d’azione e continuità, finendo spesso mangiato dalla voracità della densità licatese, non riuscendo ad incidere nello sviluppo delle trame offensive. La squadra molle e sfilacciata della prima frazione non ha certo aiutato il gioiellino scuola Roma ad esprimersi al meglio. Ancora una volta, il Palermo ha regalato un tempo intero all’avversario di turno. La rimonta questa volta non è riuscita alla capolista del torneo, in virtù di un avversario di diversa caratura rispetto ai precedenti, di una colpevole mancanza di cinismo e concretezza sotto porta che ha vanificato una discreta reazione nella ripresa, di un errore difensivo fatale nel momento in cui si produceva il massimo sforzo per colpire un Licata piuttosto provato in termini di energie. Comprensibile esporsi a qualche ripartenza avversaria quando si è fisiologicamente protesi in avanti alla ricerca di un gol che riequilibri il risultato, un po’ meno l’entità di certi svarioni individuali che hanno compromesso le residue chance di tornare con almeno un punto in dote dal “Dino Liotta”. Il successo dell’FC Messina in inferiorità numerica ed a fil di cronometro, contro il Savoia è certamente la notizia più lieta di giornata per il Palermo di Pergolizzi. Con una giornata in meno da giocare, il margine di vantaggio sui campani è rimasto immutato. Forse un segno del destino, certamente un bacio voluttuoso della sorte in una giornata in cui in casa rosanero ha davvero funzionato poco.